Stasera mi è capitato per mano un vecchio libro di Gianni Rodari: “Grammatica della fantasia“. Ho letto alcuni capitoli e mi ha fatto venire subito una voglia incredibile di scrivere una favoletta…
Questa è la storia di un bambino che amava tanto le stelle.
Ogni sera prima di andare a dormire si affacciava alla finestra della sua cameretta e guardava il cielo. Ammirava quelle piccole luci e si chiedeva come potesserò essere da vicino. Si era fatto regalare per Natale un libro di astrologia e aveva imparato il nome di ognuna stella. La sua preferita era la Stella Polare la più grande e luminosa di tutte!
Ne era talmente affascinato che decise in gran segreto di costruirsi un piccolo razzo spaziale per andare a visitarla.
Dopo alcuni mesi di lavoro tutto era pronto. Il piccolo decise che sarebbe partito senza dire niente ai genitori perchè aveva paura che non gli dessero il permesso. Una sera, dopo che mamma e papà gli diedero la buonanotte, chiuse gli occhi e fece finta di addormentarsi. Aspettò fino a quando il silenzio non avvolse completamente la casa poi, zitto zitto, si alzò, si rivestì, aprì la finestra, accese il razzo e volò via verso la Stella Polare.
Il viaggio fu più lungo di quello che si aspettava e nello spazio ebbe anche un po’ di freddo ma quando finalmente arrivò a destinazione era talmente felice che dimenticò tutta la fatica. La su amata stella era davvero splendida: grande come una città e tutta ricoperta di panna montata!
Il bambino iniziò a correre felice e ad ingozzarsi. Correva e mangiava. Mangiava e correva. Così fece per un giorno intero fino a quando non iniziò ad essere stanco. A quel punto si sedette per riposarsi e disse: “Bene ora torno a casa”. E qui nacquè il problema. Seduto sulla Stella Polare a guardare il cielo si rese conto che non vedeva più la terra e tantomeno la sua casa. Insomma si era perso!
Nello stesso momento, a tanti kilometri di distanza, i suoi genitori lo cercavano da ogni parte disperati. Il bambino era andato via senza dire niente a nessuno e loro non avevano la minima di idea di dove potesse trovarsi. Lo cercarono dapprima per tutta la casa poi per tutto il paese ma niente da fare.
Passarono i giorni e poi le settimane. I genitori, sempre più preoccupati, non smettevano di chiedere in giro se qualcuno avesso visto loro figlio. Intanto il bambino, tutto solo sulla sua stella, piangeva e li chiamava in continuazione. Ogni lacrima che versava faceva sciogliere un poco di panna montata tanto che la stella iniziò piano piano a brillare sempre meno.
Questo strano fenomeno incuriosì molto una bambina che, come il nostro sbadato amico, ogni sera guardava il cielo. “Cosa succede alla Stella Polare?” si chiese una sera “Forse con il binocolo del nonno riesco a capirlo”. Così la piccola recuperò il binocolo e potè vedere il bambino che se ne stava tutto solo e disperato chiedendosi quale fosse la via di casa. La bimba decise subito che doveva aiutarlo! Andò a prendere una potente torcia elettrica e con quella iniziò a lanciare segnali luminosi.
Quando il bambino vide la luce intermittente capì che proveniva dalla terra e, recuperato il suo razzo ora un po’ malconcio, si fece guidare fino a dove abitava la piccola. Da lì ritrovare la via di casa fu facile… quanta gioia (e quante sgridate) appena riabbracciò i genitori!Da quel giorno la bimba ed il bimbo sono diventati amici inseparabili. Vanno spesso in giro assieme per i cieli, però hanno imparato a dire sempre ai genitori la meta delle loro scorribande avventurose. Nei tanti viaggi che hanno fatto è capitato una volta che rimanessero senza benzina su una piccola stella di alfa centauri. Beh, sappiate che in quella occasione il papà del bambino li ha raggiunti con una tanica di scorta e sono potuti tornare a casa tutti assieme in tempo per la cena!
Surreale… ma deliziosa!
Da: Diemme su Febbraio 28, 2009
alle 2:02 pm
Bella, semplice e tenera. Io scrivo favole da un po di tempo e da poco ho creato un blog. Sai se sono in molti a scrivere favole su internet? Ah in caso trovassi un po di tempo per leggere ti lascio il mio link!
gialloeviola.wordpress.com
Da: gialloeviola su Marzo 3, 2009
alle 11:09 pm
Alle volte è facile perdere la propria stella polare o prendere per stella polare una stella che non lo è…
Da: emaki81 su Maggio 13, 2009
alle 10:02 pm