Inserito da: markinho | Luglio 6, 2008

Prime volte

La prima volta… a Canevare

La prima volta che… gusti una fragolina di bosco

La prima volta che… ascolti il liscio a una sagra di paese

La prima volta che… assaggi un borlengo

La prima volta che… vedi una stella cadente

La prima volta che… uno scorpione ti spaventa

La prima volta che… dormi in un sacco a pelo

L’ennesima volta che mangi un pezzo del mio cuore

[ Cardiologia ]

Inserito da: markinho | Giugno 17, 2008

Mi si è rotta una tubatura… e vedo chiaro

Foto di Annia316

Ah finalmente un po’ di tempo per aggiornare il mio povero blog. Sento gli schiamazzi dei tifosi e sorrido pensando a quanto poco me ne frega (oggi) della passione italiana per antonomasia… e da qui penso a come sono cambiato negli ultimi tempi. O meglio come sono cambiate le cose a cui do importanza.

Ora traggo piacere solo dallo scoprire cose nuove (come musica e libri) ma soprattutto dai rapporti con le altre persone. È come se mi si fosse rotta una tubatura nella testolina da cui i pensieri sgorgano senza riuscire a fermarli. Pensieri rivolte a persone care. Pensieri rivolti a persone appena conosciute. Domande sulla vita e sul modo “giusto” per affrontarla. È iniziato tutto qualche mese fa (guarda caso con l’apertura di questo blog) e temevo che ritrovando un po’ di stabilità la tubatura si sarebbe sistemata… ora noto con piacere che nn è così. Di certo i pensieri escono meno impetuosi ma non hanno smesso e il loro riflusso ora lento e costante mi permette di vedere tutto più chiaro… più a fuoco…

Mah! Come mi sento “zen” in questo periodo… :)

Inserito da: markinho | Maggio 29, 2008

La fine del conto

Ieri è finito il mio conto alla rovescia :)

Le risposte alle domande che mi facevo?

Avrò ritrovato la voglia di lavorare? Avrò smesso di pensare a lei 1000 volte al giorno? Una volta sperando di vederla. La volta dopo sperando di non vederla. Avrò smesso di scacciare i ricordi? Di cercarla, senza volerlo, in ogni cosa? Avrò ritrovato, in sostanza, un poco di equilibrio?

Sono tutti sì!

Non ho parole per descrivere quello che mi è successo in questi 75 giorni. Per descrivere come la mia vita si sia rivoltata nel tempo che si può paragonare ad un battito di ciglia.

Una cosa però voglio dire:

LA VITA RISERVA SEMPRE DELLE SORPRESE!

Anche + belle di quello che possiamo immaginare. Ve lo dico io. Un tipo qualunque che non va in tv a raccontare storie tanto mirabolanti quanto false e che non scrive libri pieni di balle in cerca di fama e denaro.

Certo, se ci penso, mi rendo conto che ho avuto culo. Un sacco di culo. Ma la fortuna uno deve anche sapersela creare. In che modo? Non lo so di preciso… so che io non mi sono lasciato abbattere. So che mi sono aperto di + agli altri e alla vita. So che non mi sono lasciato sfuggire le occasioni che mi capitavano. So che ho creduto in me stesso. So che ho avuto paura e poi coraggio. E che non me la sono presa con il mondo ma che, piuttosto, ho cercato di capirlo.

E tutto ha iniziato ad andare meglio. Anche prima di incontrare la ragazza che mi ha stregato il cuore e che mi ha dato il motivo ultimo x non partire.

In bocca al lupo quindi a chiunque legga queste parole e… incrociate le dita… sarà stupido ma con me, per adesso, ha funzionato ;)

Inserito da: markinho | Maggio 27, 2008

Stamattina

Occhi da orientale che raccontano emozioni
sguardo limpido di aprile di dolcissime illusioni
tutto scritto su di un viso che non riesce ad imparare
come chiudere fra i denti almeno il suo dolore
Più di cinquecento notti già mi sono innamorato
di una bocca appena aperta di un respiro senza fiato
se potesse questo buio cancellare l’universo
forse ti potrei guardare e non sentirmi così perso

ma tu dormi ancora un po’ non svegliarti ancora no
ho paura di sfiorarti e rovinare tutto
no, tu dormi ancora un po’ ancora non so
guardarti anch’io nel modo giusto
nei tuoi occhi disarmanti

sono occhi di ambra lucida tra palpebre di viole
sguardo limpido d’aprile come quando esce il sole
ed io sarò la nuvola che ti terrà nascosta
perché gli altri non si accorgano di averti persa

ma tu dormi ancora un po’ non svegliarti ancora no
ho paura di sfiorarti e rovinare tutto
no, tu dormi ancora un po’ ancora non so
guardarti anch’io nel modo giusto

nei tuoi occhi innocenti disarmanti devastanti
quei tuoi occhi che ho davanti
tienili chiusi ancora pochi istanti

occhi da orientale che raccontano emozioni
ed io cos’altro posso fare io posso scrivere canzoni
i tuoi occhi…

se potesse questa musica annullare l’universo
forse ti potrei guardare e non sentirmi perso
nei tuoi occhi…
disperso…
nei tuoi occhi…

Daniele Silvestri – Occhi da orientale

Inserito da: markinho | Maggio 20, 2008

Risposte

Dice Baricco: “Accadono cose che sono come domande. Passano giorni, o anni, poi la vita risponde“.

È possibile che la vita mi abbia già risposto? Tutto sembra dire di sì. Una risposta così bella, così perfetta da non credere nemmeno che possa essere vera.

Se dovessi scoprire che è realmente così… bè… dovrò mettere da parte tutto il mio scetticismo su qualcosa di superiore. Su una mano invisibile che magari non ci guida ma certo manda segnali che aspettano solo di essere colti…

Boh! Bravo chi ci capisce qualcosa.

Inserito da: markinho | Maggio 13, 2008

Di musica di ricordi e di altre sciocchezze

Foto di Arman Zhenikeyev

Oggi ho riascoltato una vecchia canzone che non sentivo da anni. Mi ha ricordato un periodo particolare della mia vita. Il primo “punto di rottura” che ho avuto con me stesso e che mi ha spinto a cambiare  modo di essere e modo di affrontare la vita…

Ma non voglio parlare di queste minchiate :)
Voglio parlare di come una vecchia canzone, con la sue note, con le sue parole, faccia riaffiorare i ricordi anche + di una vecchia foto.

Mi viene da paragonarla ad una foto che non guardi con gli occhi ma con il cuore. Perchè è lì che la senti arrivare. È qualcosa che ha immortalato un momento (o anche un periodo) non nel suo aspetto esteriore ma in quello interiore.
E quando l’ascolti ti ricordi non come appariva il mondo ma come tu lo percepivi.
Non ricordi la faccia delle persone ma quello che ti hanno lasciato dentro.
Non ricordi i vestiti che avevi addosso ma i sentimenti e le emozioni che provavi in quel momento.

E se ti lasci trasportare riesci a riviverli quei ricordi. Sicuramente un po’ + sbiaditi…. come le vecchie foto. :)

È una cosa che mi piace un sacco anche se, come nel caso di oggi, i ricordi non sono dei migliori. D’altra parte come si suol dire: “non si può vivere di soli (bei) ricordi” ;)

Inserito da: markinho | Maggio 4, 2008

Last morning in Montreal

Montreal

Svegliato dai ricordi

Vivo il presente

E sogno il futuro

Inserito da: markinho | Aprile 21, 2008

Lettera a tutte le donne

Stanotte è capitata una cosa brutta. Una ragazza che conosco è stata aggredita. Nessuna conseguenza fisica per fortuna, il bastardo è stato messo in fuga dalle urla. Lei ha suonato a casa mia perchè è successo proprio qua davanti. Un’esperienza terribile. E io l’ho vissuta di riflesso. L’ascoltavo pietrificato mentre lei piangeva e tremava.

Ovviamente dopo nn ho + dormito e x tutto il giorno ho avuto solo questo pensiero. Ora mi sono imposto di scrivere questa cosa anche se sono spossato e devo ancora preparare mille cose x domani.

Vorrei regalare un fiore a tutte le donne.

Vorrei dire loro che il mondo è una merda ma la vita può essere bella.

E vorrei mandare un abbraccio speciale, dal profondo dell’anima, a tutte quelle che sanno di cosa parlo. A tutte quelle che hanno avuto un’esperienza come questa o peggiore di questa. Magari tra le mura domestiche.

Tenete duro. Non siete sole.

Marco

Inserito da: markinho | Aprile 19, 2008

Ciao

Ciao Manuela. Buon viaggio.

Sarebbe davvero bello se ci fosse qualcosa dopo.

Per riabbracciarsi. Per conoscerci meglio.

Inserito da: markinho | Aprile 15, 2008

Appagato

Il lancio con il paracadute è stato incredibile. Una sensazione difficile da descrivere.

Il momento + bello è quando ti butti. Un attimo prima hai addosso tutta la paura del mondo. Un attimo dopo sei in volo, dovresti ancora avercela quella paura, anche di +. Invece è sparita. Ti sei buttato e senti “solo” di essere vivo. Vivo come non mai. Senza pensieri.

Rileggo le aspettative del mio post di sabato e le trovo tutte soddisfatte!
Certo una cosa non me la aspettavo: la fiducia in me stesso che mi ha ridato questa esperienza. Una fiducia che avevo dimenticato.

Rileggo le domande e posso rispondere: quando ho toccato terra ero appagato. Appagato. È questo il termine giusto.

Ora ho + chiaro cosa voglio dalla vita.
Voglio, quando il volo finirà, sentirmi così.
Voglio poter dire di aver vissuto qualcosa di incredibile. Affrontando le sfide con paura ma coraggio.
Ed infine voglio poter abbracciare chi ha volato con me e dire: “è stato fantastico”.

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